lunedì 24 settembre 2018

Open day Aut-Out, con l’autunno tornano le Lezioni di prova gratuite di Laboratori teatrali per adulti





Tornano i Laboratori teatrali per adulti e puoi scoprirli: proposti dall’associazione Aut-Out vieni a scoprirli mercoledì 3 e 10 ottobre, a Roma nello spazio dell’associazione Incontrando.


Con l’autunno inizia quel periodo dell’anno in cui si pensa a rimettersi in gioco: fare nuove e diverse esperienze, più vicine alle nostre passioni, alla scoperta di nuovi orizzonti e... perché no! mettersi alla prova in qualcosa che non abbiamo mai fatto.

Potresti provare ad avvicinarti al mondo del teatro e scoprire i laboratori teatrali per adulti che proponiamo: un modo per riscoprire in modo giocoso e sereno nuove forme di apprendimento che passano attraverso corpo, respiro, voce e immaginazione, per imparare a conoscere se stessi e gli altri.

Vieni a fare una lezione di prova gratuita Mercoledì 3 e 10 ottobre 2018, dalle ore 20:00 alle 22.00 all’associazione Incontrando, in via delle Quattro Fontane, 21 c a (Roma).

Abbiamo pensato a degli open day di lezioni gratuite per conoscere meglio i laboratori proposti da Giada Prandi (link alla tua pagina fb), con la collaborazione degli insegnanti di Aut-Out: Francesca Blancato, Eva Gaudenzi e Veronica Milaneschi.

Cosa abbiamo per te?
Proponiamo un laboratorio per aiutare a conoscersi meglio: attraverso il gioco del teatro si lavorerà sulla gestione della propria emotività e su alcuni aspetti caratteriali quali la timidezza.
Per attivare energia, attenzione verso gli altri e verso se stessi, agilità, gioco e intelligenza creativa: queste sono le condizioni necessarie per il corretto svolgimento del lavoro dell’attore sul palcoscenico. Gli incontri saranno divisi in due parti:

I parte
All’inizio ci concentreremo su giochi teatrali per imparare ad abbandonare corpo e mente al divertimento e alla fantasia.

II parte
Poi lavoreremo su testi teatrali: alcuni esistenti, altri realizzati dagli stessi partecipanti, attraverso improvvisazioni ed esercizi specifici, cercando di realizzare insieme uno spettacolo teatrale.

Ti aspettiamo mercoledì 3 e 10 ottobre per la prova gratuita, dalle 20.00 alle 22.00 allo spazio dell’associazione Incontrando.

Per partecipare manda una mail a autoutlab@gmail.com

lunedì 12 ottobre 2015

LABORATORI TEATRALI 2015/16





Esprimersi, aprirsi agli altri, conoscere sé stessi attraverso il teatro, l’esercizio della fantasia e dell’intelligenza creativa


LA PRIMA LEZIONE DI PROVA E' GRATUITA!


LABORATORI BAMBINI E RAGAZZI

dai 6 ai 10 anni
tutti i Sabati dal 24 Ottobre 
h 10.00 - 12.00

dagli 11 ai 13 anni:
tutti i Mercoledi dal 21 Ottobre h 16.00 - 18.00

dai 14 ai 18 anni:
tutti i Mercoledi dal 21 Ottobre h 18.15 - 20.15 

Presso:
Kataklisma Teatro
Via G. Agostini 79, Roma

Come metodo di apprendimento attivo, il laboratorio teatrale darà ai ragazzi -di qualunque età- la possibilità di esprimersi giocando, di aprirsi agli altri, di conoscere sé stessi attraverso l’esercizio della fantasia e dell’intelligenza creativa.
Il nostro scopo è quello di mettere a loro disposizione nuove forme di apprendimento che passano attraverso corpo, respiro, voce e immaginazione, per imparare a conoscere sé stessi e gli atri.

Il programma didattico utilizzerà approcci differenti a seconda delle fasce d’età e al termine del corso metterà in scena una prova aperta al pubblico.




LABORATORI ADULTI
(dai 18 anni in su)


Tutti i Lunedì dal 19 Ottobre
h 19.30 - 22.00

Presso:
A.I.A.S.P.
Viale Irpinia 50, Roma


Il laboratorio è rivolto agli appassionati di teatro anche alla prima esperienza, purché disponibili ad entrare in relazione con gli altri in dinamiche di gruppo. Gli incontri saranno divisi in due parti: nella prima parte ci si concentrerà su giochi teatrali per imparare ad abbandonare corpo e mente al divertimento e alla fantasia; nella seconda parte si lavorerà sia su testi teatrali esistenti che realizzati dagli stessi partecipanti, cercando di realizzare insiememe uno spettacolo teatrale.

Per attivare ENERGIA, ATTENZIONE VERSO GLI ALTRI e VERSO SE STESSI, AGILITA’, GIOCO e INTELLIGENZA CREATIVA: condizioni necessarie per il corretto svolgimento del lavoro dell’attore sul palcoscenico.


Per il laboratorio adulti Il primo incontro informativo (gratuito) è previsto per il 19 ottobre e sarà seguito dalla prima lezione di prova gratuita il 22 ottobre




CONTATTI:

autout.lab@gmail.com
Telefoni: 33945 92381 oppure 3803526791









The Carnage


dall'8 al 20 dicembre al Teatro dell'Orologio








Uno spettacolo di Max Caprara,

con Michele Bevilacqua, Massimiliano Caprara, Veronica Milaneschi e Giada Prandi 


Musiche originali Stefano Switala

Light designer Luca Carnevale

Scenografia Tiziana Liberotti

Assistente alla regia Prisca Rebagliati Liguori.
Produzione Aut-Out in collaborazione con Otni

Ufficio stampa:
Arianna Pasquale

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Una tragicommedia scritta da Max Caprara mossa da un ritmo sferzante sempre imprevedibile e da una straordinaria aderenza alle nevrosi e alle velleità espresse dalle nostre società borghesi.
Racconta con ironia le competitività e le sfumature della stupidità sociale portando in scena quattro personaggi che il pubblico non dimenticherà facilmente destinati ad implodere fragorosamente.

Questo testo parla del nulla ovvero della vacuità assoluta sulla quale abbiamo costantemente ma inavvertitamente costruito dei falsi valori sociali. Va in scena la vuota autorappresentazione di due coppie (intese come metafore sociali) le cui esistenze sono strutturate sul vuoto prospettico, sulla nullità dei valori e la vacuità delle relazioni interpersonali.
Una cena alla quale una coppia invita i nuovi vicini, gli unici in un palazzo ormai disabitato, col singolare pretesto di voler regalare loro un criceto per il figlio.
Ma nulla è ciò che sembra...le loro buone maniere e le loro formalità iniziano a sgretolarlsi quando improvvisamente ad uno di loro viene in mente di cercare la verità. 
Si scatenerà una reazione cannibalica quasi dionisiaca una disperata e inusitata violenza rivolta verso chiunque e qualunque cosa possa interrompere questo vuoto, questo nulla.

Lo spettacolo racconta con ironia, cinismo e cattiveria l'individualismo e la prepotenza sempre più incalzanti che annientano e polverizzano le relazioni, il sano confronto tra i partner e il loro ruolo all'interno del nucleo familiare.

Nonostante il titolo possa ricordare il celebre film "Carnage" di Roman Polansky, "THE CARNAGE" di Max Caprara è un testo assolutamente originale ed inedito.
Il regista e autore ha scelto di distaccarsi dall'opera cinematografica e dal testo teatrale da cui essa è stata tratta per approfondire tematiche e dinamiche sociali insopprimibili in una pièce che voglia fotografare un qualunque microcosmo sociale occidentale aderente a questo preciso momento storico.
Riguardo al titolo Caprara afferma: "E' semplicemente la parola che grazie al suo suono e al suo significato rappresenta meglio quell'aggressività, istintiva, primitiva e primordiale di cui parlo nel testo."

"The CARNAGE" attinge a dinamiche sociali e quotidiane per raccontare la condizione di tante donne e uomini che si confrontano nel loro rapporto di coppia e di genitori, in una quotidianità dove l’ambiente casalingo e professionale gioca un ruolo profondo sull’integrità e il benessere psicofisico dell’individuo.

La crisi economica e l’annientamento di valori etici anche a livello professionale rappresentano in realtà alcune delle principali cause che minano alla radice i rapporti di coppia e la crisi del nucleo familiare come è stato considerato fino ad ora... E forse può essere il punto di partenza per reinterpretare le relazioni e stabilire nuove forme di comunicazione.


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A Roma è un centro dedicato alla cura della persona dove poter presentare il biglietto dello spettacolo e avere il 5% di sconto su tutti i trattamenti proposti. 

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A due passi dal Teatro dell'Orologio è un posto ideale per il prima e il dopo teatro 
Via del Pellegrino, 87, 00186 Roma
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lunedì 26 gennaio 2015

Scritto apposta per me in scena all'Orologio di Roma


A causa di insormontabili divergenze professionali la compagnia "Aut-Out" ha deciso di rimuovere il regista Marco Maltauro ( in arte Boris Coudrais) dal suo incarico.Pertanto lo spettacolo "Storia di un pezzo di carne" non potrà andare in scena nei giorni indicati e sarà sostituito da una nostra produzione dal titolo  "Scritto apposta per me" di Aldo Nicolaj, regia di Massimo Di Michele, con Giada Prandi.

Ci scusiamo per l'inconveniente e ringraziamo tutti coloro che segnaleranno la sostituzione dello spettacolo e che avranno il piacere di essere tra il nostro pubblico.



Dopo il successo delle precedenti edizioni torna la tragicommedia esilarante e sarcastica:
un doloroso ritratto contemporaneo del mondo dello spettacolo

Scritto apposta per me 


di Aldo Nicolaj
regia di Massimo Di Michele
con Giada Prandi
musiche originali di Stefano Switala assistente alla regia Prisca Rebagliati Liguoridisegno luci di Luca Carnevale costumi di Giuseppe Testa scene di Cristina GardumiProduzione Aut-Out

dal 27 gennaio al 1 febbraio
Roma - Teatro dell'Orologio

Scritto apposta per me offre in versione tragicomica un ritratto del mondo dello spettacolo, così come si presenta oggi con le manie e le pressioni che connotano le giornate di chi sceglie la professione artistica. Ironia e sarcasmo sono gli ingredienti del divertente monologo, intimo e commovente, che racconta le nevrosi, la solitudine e le difficoltà esistenziali di una donna, divisa tra il suo ruolo familiare di madre e moglie e quello professionale di attrice. Ma presenta anche la figura di una donna scissa tra la sua aspirazione e la quotidianità, in un amletica coesistenza della sua realizzazione e del suo ruolo sociale, all’interno di un meccanismo malato di cui ne diventa complice e vittima al tempo stesso.

Tra casualità, fatalità, imprevisti, insicurezze, gioie, cadute e gelosie, la protagonista Giulia Sottana Corta, una giovane attrice alle prese con l'ennesimo provino “decisivo”, racconta l'inseguimento del tanto agognato successo artistico, che progressivamente la condurrà alla perdita del controllo sulla sua vita. Dopo il debutto del 2010 oggi lo spettacolo continua a mantenere la sua attualità nel dipingere un mondo professionale che risente ancor di più della crisi che stiamo attraversando. Il testo del giovane drammaturgo Aldo Nicolaj stupisce per la sua attualità, offrendo una visione cinica ed irriverente del mondo patinato del teatro e del cinema. 

Se anni fa la precarietà, l'incertezza, erano tipiche compagne dell'attore, oggi riguardano un po' tutti perché ognuno di noi può rispecchiarsi nella vicenda dell'attrice in attesa dell'ennesimo provino, in cerca di una parte scritta apposta per lei, nella quale possa perfettamente calarsi.

NOTE DI REGIA “Scritto apposta per me” è dunque uno spettacolo che racconta lo Spettacolo ed in cui il mestiere dell'attore diventa  paradigma del contesto lavorativo attuale, dove incertezza e precarietà finiscono per avere pesanti ripercussioni sulla sfera personale di ognuno di noi. La protagonista Giulia Sottana Corta è un'attrice che, in attesa del provino decisivo, assiste allo sgretolarsi progressivo del mondo che la circonda. L'inseguire ossessivo di quella parte perfetta, “scritta apposta per lei”, diventa metafora della ricerca della propria identità e collocazione, nonché un viaggio surreale all'interno di un mondo grottesco popolato da produttori senza scrupoli, registi infidi e attrici raccomandate.

Inoltre, durante i giorni dello spettacolo il Teatro dell’Orologio ospita SKETCHES: esposizione dei lavori di Giuseppe G. Stasi, illustratore della locandina dello spettacolo. 
Scritto apposta per me fa parte della proposta artistica dell’Associazione culturale Aut-Out, dopo il successo che negli anni precedenti 2010/2014 ha accolto diversi spettacoli come “Dolce attesa per chi?”. L’Associazione Aut-Out sceglie di dedicarsi a tematiche fortemente legate a problematiche sociali: la sua mission è quella di proporsi come terreno fertile per lo scambio, lo studio, la sperimentazione e lo sviluppo di nuovi linguaggi teatrali.http://autout.blogspot.com









Lo spettacolo è sostenuto da:  

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Via del Pellegrino, 87, 00186 Roma
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A due passi dal Teatro dell'Orologio! 
Un posto ideale per il prima e dopo teatro. Aperitivi, cena, cocktails etc….






Teatro dell'Orologio
Via dei Filippini 17/a  Sala Mario Moretti
Info e prenotazioni: Tel.06/6875550  
teatroorologio@gmail.com 

Orario spettacolo
dal martedì al sabato h. 21.30 
domenica h.18.00

Prezzo
Intero 15 euro
Ridotto 12 euro
Ridottissimo 8 euro per gruppi superiori a 10 persone
Promozioni
Tessera associativa annuale Teatro dell'Orologio 3 euro

sabato 9 novembre 2013



 DOLCE ATTESA per chi?
di Betta Cianchini

regia di Marco Maltauro
con Giada Prandi e Cristiana Vaccaro

Musiche originali Stefano Switala - Light designer Luca Carnevale

Scene Tiziana Liberotti - Costumi Chiara Paramatti
Assistente alla regia Francesca Blancato

Produzione Aut-Out

dal 19 novembre al 1 dicembre
Teatro dell'Orologio
Via dei Filippini 17/a - Roma


Torna per la seconda stagione "DOLCE ATTESA per chi?" la commedia teatrale brillante, che attingendo da dinamiche sociali e quotidiane racconta con ironia e sarcasmo, la condizione di tante giovani donne che oggi vorrebbero intraprendere il percorso della maternità. Un percorso spesso tortuoso, fatto di difficoltà che si incontrano non solo dopo il parto, ma fin dall’inizio, quando si comincia anche solo ad ipotizzare la così detta “dolce attesa”.

“Il famigerato orologio biologico si è inceppato o forse le donne italiane hanno paura di farlo suonare?”. La pièce, diretta da Marco Maltauro ed interpretata da Giada Prandi e Cristiana Vaccaro, porta in scena proprio questa fase cruciale e delicata di cui non si parla abbastanza.

Oggi gran parte delle coppie italiane tra i 30 e i 40 anni si interrogano sul dilemma fondamentale della loro vita: FARE UN FIGLIO SÍ O NO?

La risposta a questa cruciale domanda, ovviamente, avrà un forte impatto sulla vita delle future madri e dei loro compagni: momenti di paura, sconcerto, solitudine e pericolosissimo nervosismo. La paura di non essere all’altezza, l’insicurezza data dalla precarietà del lavoro e dall'inesistenza di una rete sociale adeguata, provoca soprattutto nella donna un senso di malessere che normalmente viene mascherato e non metabolizzato, ma affiora, serpeggia, influisce su scelte e stati d’animo.


Il progetto nasce sulla scia del grande riscontro dello spettacolo “Post Partum” dove la stessa autrice Betta Cianchini trattava il tema della depressione post gravidanza conosciuta anche come maternity blues. “La mole di messaggi e testimonianze di donne (e non solo) che hanno raccontato le loro tragicomiche avventure mi hanno dato lo spunto per studiare e nel mio caso anche ricordare, cosa avviene prima del grande giorno!” – spiega l’autrice che per il progetto DOLCE ATTESA per chi? ha indagato qual è stato nel 2012 il rapporto che la donna ha con il proprio desiderio di maternità. Un desiderio troppo spesso represso, ignorato o accantonato per cause di forza maggiore.


Sinossi

Bianca è una trentenne precaria nel lavoro e nell'amore.

Ha un contratto “a progetto” ma progetta di avere un contratto; sogna il marito ideale, ma è innamorata di un “cervello prossimo alla fuga”...

E allora, cosa accade se inizia a desiderare un figlio ed una famiglia?

Nasce in Bianca una vera e propria diatriba fra la testa e la pancia, un confronto spietato e surreale fra la sua parte più razionale e positiva e quella più istintiva e cinica.


Lo spettacolo si snoda tra una serie di interrogativi quotidiani da cui scaturiscono risate amare e considerazioni sulla vita di una donna alle prese con le sue paure e le incertezze. Si può fare un bambino con un compagno ricercatore precario che medita l'espatrio? Meglio rimanere o no?
Cosa fare se non si hanno dei nonni a disposizione?
Come conciliare il desiderio di maternità con il lavoro?
Ironia certo, ma con una buona dose di spunti di riflessione su una realtà tutta italiana. Non manca poi la follia delle “mission impossible” per accedere ad analisi mediche durante la gravidanza… perché non parlarne? Nello spettacolo sarà infatti inserita la registrazione di una reale telefonata all’ospedale per tentare di fissare un appuntamento e riuscire a fare un’amniocentesi.

DOLCE ATTESA per chi?” è uno spaccato crudo, reale e poco conciliante che, grazie a un'ironia molto femminile, farà riflettere su tematiche alle quali non potranno sottrarsi neppure i futuri padri.


NOTE DI REGIA

Bello fare figli. Ma preparatemi una società che sostenga una mamma che non ha garanzie di un futuro neanche per sé. Le donne, specie avvicinandosi ai quaranta, almeno le donne di questo copione, mi sembrano dei soldati che si preparano ad una lotta dura e ingiusta. La guerra è l’invenzione dell’uomo per distruggere l’uomo. Qui, nella mia regia, rappresenta la fatica delle donne per far nascere umanità. Prima assistiamo alla guerra fredda col maschio, e il cattivo esito di tutti i tentativi diplomatici, poi l’attacco, cioè l’atto sessuale, a cui segue non un trattato di pace ma una gravidanza come guerriglia.. Non è una rappresentazione rassicurante, ma rassicurare non è tra i compiti del teatro. Sulla scena, alla fine, si scopre del tutto il gioco del teatro e le due attrici, che potrebbero essere future madri, s’interrogano: figlio sì, figlio no. Soltanto ammettere la domanda è un lieto fine. Ed è indicativo, secondo me, che delle due donne sia quella ricca la positiva, la pacifista. È facile esserlo quando si sta al sicuro. Ecco perché questa mia apocalittica regia. Del resto si dibatte del futuro. O della fine del futuro.

Marco Maltauro



HANNO DETTO DI NOI


Paese Sera on line - Cultura e Spettacolo
Dolce attesa per chi? Storia di maternità precaria
di Federico Longo
Un racconto costruito sulla quotidianità che si snoda tra interrogativi, risate amare, considerazioni sulla vita, paure e incertezze. (...) Fare un figlio oppure aspettare? E’ un interrogativo che troppe coppie oggi sono costrette a porsi. Su questo dilemma e su quello dell’inesorabile “orologio biologico” è giocata Dolce attesa per chi?. Piccola e divertente pièce teatrale scritta da Betta Cianchini, diretta da Marco Maltauro, interpretata da Giada Prandi e Cristiana Vaccaro.


Vociromane - Corriere.it
Un figlio da precari, sì, no, quando?
di Ester Palma e Flavia Fiorentino


una commedia, intelligente e ben fatta che, già nel titolo “Dolce attesa per chi?” ci fa subito capire che la tanta sospirata attesa è veramente dolce e serena soltanto per poche (…) Qui sono gli attori Giada Prandi e Cristiana Vaccaro (soggetto di  Bianca Cianchini, regia di Marco Maltauro) che, attraverso l’ironia e il sarcasmo giustamente dosati, danno voce a un disagio condiviso da tante giovani donne.


Saltinaria.it
Dolce attesa per chi?
di Andrea Cova


"DOLCE ATTESA per chi?" è un testo-verità, di profonda valenza sociologica e indiscutibile attualità, che indaga tra le pieghe della maternità, percorso spesso molto più accidentato e tortuoso di quanto una certa iconografia tradizionale, zuccherosa e romantica, sembrerebbe aver inculcato nel corredo cromosomico di innumerevoli generazioni di future mamme. Un viaggio spietato e a tratti inquietante, raccontato con una vena ironica acuminata ed originale, attraverso il confronto serrato tra due interpreti di grande forza e carisma.

Il grido.org - Teatro

Dolce attesa per chi? di Deborah Ferrucci


Le due interpreti di “DOLCE ATTESA per chi?”, Giada Prandi (la bionda romantica e ansiosa) e Cristiana Vaccaro (la bruna vogliosa), le Thelma e Louise ‘de noantri’, le rappresentano tutte con ironia, affrontando in modo ‘militaresco’ l’argomento più bello e più spinoso del femminile: la maternità. (...) “DOLCE ATTESA per chi?”, testo scritto da Betta Cianchini e diretto da Marco Maltauro, scorre in maniera scoppiettante, ritmica, con precisione dei ruoli, diventando condivisibile senza essere ruffiano, senza ovvietà. Non era semplice. Brave Giada Prandi e Cristiana Vaccaro.




La repubblica degli stagisti.it

Dolce attesa per chi? In una commedia la maternità ai tempi del precariato di Ilaria Mariotti
La rappresentazione romana del 24 febbraio, l'ultima per il momento, è stata un susseguirsi di applausi e risate. Perché, nonostante la tematica forte e a un passo dal dramma, la storia è affrontata con leggerezza e ironia. Nella messa in scena si assiste a uno sdoppiamento della personalità di una ragazza incinta, a due visioni - una cinica e l'altra più romantica - della maternità. (…) Difficile dire chi vincerà tra la parte sentimentale e quella razionale di Bianca, fra testa e cuore: le battute rivelano tutto il nervosismo di chi non sa se sarà all'altezza del compito di essere madre e avverte un malessere di fondo difficile da celare. (...) La divertente pièce offre alcune risposte, con una interpretazione sarcastica ma briosa della vita.(...) Comica la scena in cui snocciola la lista dei gadget 'di lusso' che allietano la sua gravidanza: dalle calze contenitive alla panciera, niente costa meno di 30 euro: cifra proibitiva per la povera Bianca. Per la coppia precaria neanche l'assistenza sanitaria è un diritto: ci vogliono mesi per una visita, ed è un colpo azzeccatissimo quando in scena si ascolta la registrazione di una vera telefonata al cup del servizio sanitario nazionale. L'attesa per un appuntamento diventa eterna.

4arts 
La maternità senza peli sulla lingua
di Francesca Bellino

E’ davvero raro trovare nel teatro di oggi un testo autentico come quello di Betta Cianchini che, senza peli sulla lingua, racconta le dinamiche sociali, psicologiche e umane che riguardano la condizione delle donne che vivono la maternità nell’Italia odierna, con un’ironia e un sarcasmo disarmanti. Chi decide di intraprendere il percorso della gravidanza scoprirà sin dal primo giorno che non si tratta di una passeggiata, ma di un tragitto tortuoso e pieno di paradossi, tema ben sviluppato dallo spettacolo prodotto da Aut-Out, diretto da Marco Maltauro e interpretato dalle brave Giada Prandi e Cristiana Vaccaro.

Oltrecultura.it
Armiamoci e partoriamo
di Raffaella Pisanu 
 

Il lavoro offre interessantissime e pertinenti osservazioni sul tema della maternità, inscenando dubbi, resistenze, malcelate perplessità e terribili insicurezze di una precaria trentasettenne (Bianca) che si rivela determinata, coraggiosa, forse un po' utopica di questi tempi, ma sicuramente accattivante e fondamentalmente vincente agli occhi del pubblico(....)Di fatto, oggi, quella che viene comunemente definita "dolce attesa" non è per niente dolce, né facile; ci sembra quindi non solo adeguata, ma efficacissima la metafora della gravidanza come un periodo di stressante leva militare (anche nelle terminologie).Le dinamiche belliche ben rappresentano le sfide moderne alla naturale voglia di procreare: di carattere economico, innanzitutto, ma andando a fondo i soldi e la famigerata "crisi" sono un alibi ormai condiviso e inflazionato per non mettersi in gioco in modo personale e pienamente consapevole su scelte di vitale importanza. (…) In ogni caso l'atmosfera che viene a crearsi sul palco è davvero speciale (…) soprattutto perché grazia e freschezza delle interpreti sublimano un testo di per sé divertente e ironico, a metà tra il realistico e l'onirico.



Domenica 24 novembre, a  fine spettacolo, è previsto un dibattito sulle tematiche sociali legate alla maternità e la premiazione del video vincitore del contest online  "la mia dolce attesa" https://www.facebook.com/dolceattesaperchi/events

 



INFO E PRENOTAZIONI: 
Teatro dell'Orologio
Via dei Filippini 17/a
Sala Mario Moretti
Tel. 06/6875550
Orario spettacoli
mar/sab h 21.15
dom h 17.45

Comunicazione Ufficio Stampa
Arianna Pasquale
338.935872

Founraicing
Oriana Rizzuto